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Metodo

Il metodo Arthur

Orientamento, formazione e lavoro non sono una sequenza: sono un ciclo. Il metodo Arthur parte dalla persona e costruisce la progressione anno dopo anno.

Perché abbiamo smesso di pensare all'orientamento come a una tappa

Per decenni il modello è stato lineare: prima ti orienti, poi ti formi, poi lavori. Una freccia sola, di sola andata, con il mercato del lavoro a dettare le tappe.

Non funziona più. Chi entra oggi nel mondo del lavoro cambierà tra le sette e le dieci attività lavorative nel corso della propria carriera. Se il lavoro cambia continuamente, la formazione deve essere continua. E se la formazione è continua, anche l'orientamento deve esserlo.

Orientamento, formazione e lavoro non sono una sequenza. Sono un ciclo.

Da qui nasce Arthur: un programma che non prepara gli studenti a una destinazione, ma li attrezza a orientarsi ogni volta che la destinazione cambia. Si parte dalla persona — dai suoi desideri, dalle sue aspettative, dal suo talento — e non dal fabbisogno del momento.

Due pilastri, sempre insieme

Formazione puntuale. I nostri percorsi non sono moduli standard riadattati. Cambiano in base al tipo di istituto, all'indirizzo di studi e all'anno frequentato. Un secondo anno di un tecnico e un quarto anno di un liceo hanno bisogni diversi, e ricevono percorsi personalizzati.

Mentoring individuale. In aggiunta al percorso in aula segue sempre un intervento uno a uno. È la parte che fa la differenza, ed è anche quella che quasi nessuno fa: in aula si allenano le competenze, nel mentoring si comprende come il singolo studente le ha usate, dove si è bloccato, cosa ha evitato. Senza questa attività l'esperienza resta un ricordo piacevole. Con questo passaggio diventa consapevolezza.

Le Virtù

Chiamiamo Virtù quelle che di solito si chiamano competenze trasversali o soft skills. Non è un vezzo. «Soft» suggerisce qualcosa di morbido, accessorio, non misurabile. Ma la capacità di comunicare sotto pressione, di riorganizzarsi quando il piano salta, di far funzionare un gruppo di persone diverse non ha niente di morbido: è la parte più difficile del lavoro, e la più difficile da insegnare.

Le Virtù si allenano come muscoli. Crescono solo se vengono usate.

Come misuriamo

Al termine di ogni sessione formativa raccogliamo da ogni studente: come ha vissuto la lezione, cosa gli è piaciuto, cosa ha imparato, cosa dovremmo migliorare.

Non lo facciamo per avere un numero da mettere in una brochure. Lo facciamo perché è l'unico modo per analizzare l'impatto. Ogni scuola riceve così a fine percorso l'analisi di impatto dei progetti formativi erogati.

Vi mostriamo il metodo applicato al vostro indirizzo di studi, in trenta minuti.

Un percorso che cresce con la classe

I piani formativi Arthur salgono di difficoltà con gli anni di corso: un percorso per il quinto anno propone sfide più impegnative di uno per il primo. Per calibrare quella difficoltà usiamo 2 differenti Griglie delle Virtù, che descrivono rispettivamente le competenze trasversali e le competenze non cognitive su 5 livelli di padronanza. Il livello posseduto è attribuito per singola competenza ed è relativo al discente a prescindere dalla classe frequentata.

Il livello descrive la persona, non la classe. Uno studente di quinta può trovarsi al livello 2 in Comunicazione, e non c'è nulla di anomalo. I livelli 4 e 5 sono traguardi alti, che di norma si consolidano con anni di esperienza.

Leggi la Griglia delle Virtù

Adattiamo il percorso alla vostra scuola

La metodologia resta invariata, i contenuti vengono modulati in base all'indirizzo di studi, all'anno frequentato e alle esigenze della singola classe.

Un quarto anno di un tecnico industriale e un quarto anno di un liceo linguistico, ad esempio, affrontano lo stesso grado di difficoltà, ciò che li differenzia è l'attività di briefing che ne segue.

Adattiamo anche la durata e la distribuzione: dove il calendario scolastico è già pieno, distribuiamo lo stesso percorso su più moduli brevi anziché su poche giornate lunghe.

Competenze trasversali e competenze di base

Su richiesta, i percorsi possono integrare esercitazioni sulle competenze di base — matematica applicata e lingue straniere — inserite dentro l'attività aziendale, non come materia a parte.

In Azienda Simulata questo significa, per esempio, stimare il mercato potenziale di un prodotto e calcolarne l'incasso previsto, costruire il naming e il payoff aziendale in inglese, scrivere la bio social dell'azienda, o sostenere un role play di vendita in inglese con un cliente estero.

È la configurazione che usiamo quando il progetto è finanziato da linee che richiedono anche il potenziamento delle competenze di base.

Chi entra nelle vostre classi

I percorsi Arthur sono erogati da professionisti formati nell'Academy interna sul metodo Arthur in modalità lifelong learning per ogni singolo progetto. I formatori Arthur sono pertanto certificati continuamente per le attività d'aula e di mentoring.

Parliamo di come il metodo si adatta alle vostre classi

Trenta minuti per capire indirizzo, anno e obiettivi. Poi vi inviamo una proposta di percorso con durata, livelli e badge previsti.